Reddito di cittadinanza, la pacchia è finita: “La Guardia di Finanza sta per colpire i tanti furbetti”

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I sospetti ad alto rischio sono 2.706 percettori di Reddito e 172 aziende; emersi da una lunga e silenziosa indagine, saranno controllati uno per uno dalle Fiamme Gialle nei prossimi giorni.

La Guardia di Finanza ha elaborato una lista di beneficiari del Reddito di cittadinanza considerati ad altissimo rischio di indebita percezione: sono 2.706 soggetti, individuati attraverso un’attività di intelligence, controlli e riscontri sulle banche dati, eseguita silenziosamente nei mesi scorsi.

E’ tutto pronto per far scattare gli accertamenti nei loro confronti: il Comando centrale che ha svolto le indagini (si tratta del Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie) ha già trasmesso la lista ai reparti provinciali territoriali delle Fiamme gialle, incaricati di andare a bussare alle porte degli italiani per accertare la situazione.

Oltre ai 2.706 soggetti percettori di Reddito di cittadinanza ci sono anche 172 società da controllare: sono state estrapolate per aver effettuato di recente licenziamenti, o aver ricevuto dimissioni, dietro cui potrebbero celarsi casi di frode di percettori di Reddito che in realtà proseguono l’attività lavorativa.

È interessante il fatto che la lista dei soggetti che riceveranno la visita della Finanza è stata ordinata secondo una scala di pericolosità da 0 a 100, e chi ha ottenuto il punteggio più alto sarà verificato prima: come riporta oggi Il Sole 24 Ore, che ha visionato i documenti, «sono 184 le posizioni che dall’incrocio delle banche dati hanno ottenuto il punteggio più alto (pari a 100) e a cui i reparti delle Fiamme Gialle andranno a bussare con la quasi assoluta certezza di stanare un truffatore. Per altri 408, invece, il livello di rischio ha prodotto un punteggio poco più basso (80) con almeno uno dei valori incrociati con i requisiti richiesti per ottenere la prestazione sociale agevolata. A questi si aggiungono altri 2.030 cittadini e 78 datori di lavoro che, dall’incrocio delle banche dati, sono usciti come soggetti a rischio da controllare».

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