“Notti al microscopio, poi i salti di gioia”: le 3 scienziate che hanno isolato il coronavirus

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Tre donne, tre meridionali, ma soprattutto tre scienziate che allo Spallanzani di Roma hanno isolato in poche ore il Coronavirus che da oltre un mese sta tenendo col fiato sospeso tutto il mondo dopo aver contagiato in Cina migliaia di persone e ucciso qualche centinaio.

Maria Rosaria Capobianchi, 67 anni, di Procida, è la coordinatrice del team quasi interamente rosa che ha stanato l’agente infettivo responsabile di migliaia di contagi e circa 300 morti. “Quando lo abbiamo visto al microscopio e abbiamo capito che era proprio lui, in reparto ci sono stati salti di gioia”, ricorda l’annuncio in notturna delle colleghe Francesca Colavita e Concetta Castilletti, presenti nel laboratorio di massima sicurezza dello Spallanzani, il BL3, nel momento in cui il microrganismo importato dalla Cina si è rivelato. Il 2019-nCov, preso dal liquido del paziente cinese tuttora ricoverato in ospedale, ha cominciato a replicarsi velocemente e si è dimostrato capace di danneggiare le cellule aggredite, alterandone la forma. La prova schiacciante che fosse proprio lui il grande ricercato.

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