Coronavirus, governo annuncia il piano per fronteggiare la seconda ondata di contagi

Il governo non vuole più un lockdown ma immagina un sistema di zone rosse per fermare l’eventuale seconda ondata dell’emergenza Coronavirus SARS-COV-2. Sandra Zampa, sottosegretaria alla Salute del Conte Bis, a colloquio oggi con il Messaggero spiega quale sarà la nuova strategia dopo l’estate mentre a breve si deciderà sul prolungamento dello stato di emergenza oltre il 31 luglio: «Non si può immaginare un altro lockdown del Paese. Fu utilizzato in una situazione eccezionale, con un tasso di crescita dei casi altissimo. La situazione non è più quella. Molto più efficace e sostenibile sarà l’opzione delle singole zone rosse per territori in difficoltà. Interventi più limitati e tempestivi».

Il piano del governo: zone rosse e tamponi negli aeroporti

L’idea in realtà si sposa proprio con la necessità del prolungamento dello stato di emergenza, anche se la sottosegretaria, dopo le polemiche delle opposizioni, appare cauta sul punto e non si sbilancia sulla data di fine (sono in ballo il 31 ottobre e il 31 dicembre): «C’è un confronto in corso, possiamo anche valutare altre strade». Nei piani del governo c’è anche un altro pilastro: vigilare sulla riapertura delle scuole, eseguendo test sierologici a tutto il personale, docente e non. Su questo l’altro giorno il commissario Domenico Arcuri ha annunciato che è stato pubblicato un bando per reperirli. Per il resto, gli ospedali sono più preparati rispetto a febbraio (sarebbe grave il contrario), hanno aumentato i posti di terapia intensiva e i medici hanno imparato a trattare la malattia, anche se non esiste ancora un farmaco risolutivo.

Ma c’è anche chi, come il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, fa notare che il problema delle decisioni differite lo abbiamo già pagato tra febbraio e marzo: “L’Italia rimane il Paese del fare finta. Quando diciamo che si fa la movida ma con 2 metri di distanziamento è una grande palla. Quanto alle scuole: si possono fare gli screening di massa e le mascherine per tutti e basta”, ha detto ieri il governatore intervenendo al congresso Alis (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile) a Sorrento. “Siamo in un territorio e in una comunità – ha aggiunto – che vanno disciplinati. Dall’inizio della pandemia ho avuto il terrore di perdere il controllo del territorio dell’area metropolitana di Napoli che in certi quartieri ha una densità di 30 mila abitanti per chilometro quadrato, come Singapore. Se l’avessimo perso avremmo avuto un’ecatombe, avremmo contato i morti a migliaia e non a decine. In Lombardia stanno ancora discutendo di chi sia la competenza delle zone rosse, noi invece le abbiamo decise e istituite in mezz’ora ad Ariano Irpino, nel Vallo di Diano, a Mondragone”.
I tamponi negli aeroporti

Intanto, spiega sempre il Messaggero, si fa strada una soluzione per evitare il rientro del Coronavirus nella sua forma “d’importazione”: tamponi ai passeggeri che provengono dai Paesi più a rischio, a partire dagli Stati Uniti e dall’India, per fare i due esempi più pesanti.

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