Consiglio choc della viceministro M5s: “Ristoratori in crisi? Cambino lavoro”

I ristoratori in difficoltà chiedono aiuto al governo. Ma la grillina Castelli ha per loro solo brutali parole. Insorge il centrodestra.

I ristoratori che non hanno più clienti devono cambiare mestiere: “La crisi ha spostato la domanda e l’offerta. Le persone hanno cambiato il modo di vivere e bisogna tenerne conto”.

Il consiglio arriva direttamente dal viceministro dell’Economia, Laura Castelli, che con poche ma brutali parole ha fatto capire quale sia l’approccio del governo giallorosso a una crisi senza precedenti.

Le parole di Castelli
Nelle ultime settimane diverse categorie, dai commercianti agli addetti al settore ospitalità, si sono lamentati per la risposta offerta dall’esecutivo guidato da Giuseppe Conte. La crisi è sempre più grande e lo Stato sembrerebbe non essere intenzionato a offrire un salvagente a chi è sul punto di annegare e chiede disperatamente aiuto.

Dopo bonus discutibili e soldi a pioggia, Castelli, esponente del Movimento 5 Stelle, ha spiegato al Tg2 che se i clienti non affollano più le stanze dei ristoranti italiani la colpa è del mercato. Non degli effetti della crisi scaturiti dalla pandemia di Covid, neppure dagli errori del governo. La causa è da ricercare altrove.

La soluzione? Un alzata di spalle e festa finita. I ristoratori inizino a cambiare mestiere. Sia chiaro, il governo sarà pronto a sostenerli. “Bisogna aiutare gli imprenditori creativi a muoversi nei nuovi business. Se una persona decide di non andare più a sedersi al ristorante bisogna aiutare l’imprenditore a fare un’altra attività e non perdere l’occupazione”, ha sostenuto con estrema naturalezza Castelli.

E pensare che l'”idea” di Castelli era arrivata in risposta a un ristoratore di Milano che spiegava come lui – e molti altri colleghi – dovessero sorbirsi un calo dell’80% degli affari. Tra la paura del virus, lo smart working, che costringe gli uffici a lavorare a ranghi ridotti, e l’esigenza di risparmiare, la clientela è ormai ridotta all’osso. “Non abbiamo ricevuto aiuti sufficienti”, si lamentava il ristoratore milanese.

La reazione dei commercianti
Le parole del viceministro hanno scatenato polemiche su polemiche. Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia, nonché proprietario del ristorante più antico di Roma, in attesa che il Guinnes dei record lo certifichi come il più antico al mondo, ha risposto per le righe all’uscita di Castelli.

”Ascoltare il viceministro Laura Castelli consigliare ai ristoratori, me compreso, di cambiare mestiere lascia increduli e genera rabbia in ognuno di noi”, ha sbottato Trancassini. ”Sorprende la superficialità dell’approccio ad un tema così drammatico, che ricordo alla ‘ignorante’ rappresentante del Governo, riguarda non pochi ristoratori ma migliaia di posti di lavoro legati all’enorme filiera della ristorazione”, ha aggiunto.

Se ”un governo di incapaci” si arrende davanti alla crisi del settore ”con una presunzione inaccettabile” e ”resta sordo” alle proposte concrete per affrontare questa problematica, il problema non è tanto del mercato ma di chi dovrebbe guidare il Paese verso la ripresa post Covid. ”No viceministro Castelli, io non cambio mestiere, lo cambi lei così da regalarci almeno una speranza”, ha ribadito Trancassini.

L’opposizione insorge: “Castelli si dimetta”
Ancora più esplicite le parole di Francesco Zicchieri, vice presidente del gruppo Lega alla Camera e coordinatore del partito. Zicchieri ha definito ”ignobile e vergognosa” la dichiarazione di Castelli. Parole, quelle del viceministro, che offendono ”migliaia di imprenditori, operatori e loro dipendenti che stanno affrontando una crisi gravissima senza alcun sostegno dallo Stato”.

Zicchieri ha concluso la sua replica intimando a Castelli di dimettersi, ”mettendo fine a due anni di gaffes, strafalcioni e idiozie varie”. ”Dopo Beppe Grillo che definisce Roma una fogna, ora la Castelli che se ne esce con questa frase vergognosa: la dimostrazione che tra i 5 Stelle sono ormai allo sbando, in piena crisi di nervi”, ha concluso il leghista. (Fonte)

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